Vietato fare il bagno in questo mare: passata la ‘legge’ | Chiunque ci va torna a casa prosciugato

Qui vietato bagnarsi (canva.com) - www.statodonna.it
Emerse differenze tra le località di mare: chi cerca relax dovrà fare i conti con aumenti inaspettati e servizi non sempre all’altezza.
C’è quel momento, tra l’ultimo strascico di primavera e il primo timido sole, in cui si comincia a sognare l’estate… Spiagge, mare, sabbia calda al mattino presto, e gli ombrelloni.
Ma dietro questo scenario da cartolina e da sogno si cela una dura realtà fatta di spese, aumenti e decisioni che non sempre soddisfano le aspettative.
Oggi più che mai, andare al mare non è solo questione di volontà, ma anche di disponibilità economica, della quale non sempre, per giocare con le parole, disponiamo.
E proprio in questa contrapposizione tra libertà e costo si inserisce una nuova ricerca, che dovrebbe consentirci di comprendere con precisione dove fare il bagno ha costi proibitivi.
Dove costa troppo
Come riporta Men’s Health Italia, Altroconsumo ha esaminato 213 stabilimenti balneari lungo le coste italiane. Ebbene rispetto al 2024, i prezzi sono aumentati mediamente del 5%, con punte che superano il 9% in alcune località! Questo rappresenta un trend in crescita da anni, che non può essere giustificato con i dati ufficiali sull’inflazione — ferma attorno al 2% — ma piuttosto da un sistema di concessioni poco chiaro e da una quasi assente concorrenza tra i gestori (qui, purtroppo, pensiamo a Napoli). Nel 2021, una settimana in spiaggia attrezzata costava mediamente 182 euro, oggi si sfiorano i 212 euro per la stessa postazione.
In cima alla lista dei luoghi più costosi c’è Alassio, in Liguria: qui una settimana in prima fila può arrivare a costare fino a 354 euro, con una media che supera i 340 euro anche nelle file intermedie. Le spese comprendono anche docce, cabine, costi per bambini e altri servizi, si può facilmente arrivare a spendere 55 euro al giorno. Seguono Alghero e Senigallia, entrambe con aumenti del 9%, e poi Palinuro e Gallipoli, dove i rincari si attestano intorno al 7%. Viareggio è stabilmente tra le mete più costose, con una media di 217 euro a settimana.

Dove costa meno
Al contrario, Rimini si conferma come la più economica tra le grandi località turistiche, con soltanto 166 euro per una settimana in prima fila. Anche Anzio e Lignano si comportano bene, con prezzi sotto i 180 euro. Tuttavia, evidenzia la ricerca, anche nei luoghi con tariffe contenute, il costo totale può aumentare rapidamente a causa delle microspese come giochi per bambini e accessi extra ai servizi igienici.
Alla luce di queste informazioni, Altroconsumo ha avviato una petizione per riformare il sistema delle concessioni balneari, chiedendo gare trasparenti, concorrenza e standard minimi anche per le spiagge libere. La lotta per un’estate più accessibile a tutti, quindi, non si giocherà solo al sole, ma soprattutto nei complessi e poco chiari processi amministrativi che ne regolano l’accesso.