Uova, altro che alimenti salutari: se superate questo numero gli effetti sono allucinanti

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Donna che mangia uova

uova, ecco quante se ne possono mangiare (Freepik Foto) - www.statodonna.it

Quando si parla di alimentazione, spesso si cade nella tentazione di etichettare i cibi come “buoni” o “cattivi”.

Questo accade dimenticando che l’equilibrio nutrizionale è molto più complesso. Ogni alimento porta con sé un bagaglio di nutrienti che, se collocati correttamente all’interno della dieta, possono contribuire al benessere complessivo.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivoluzionato il nostro modo di guardare al cibo. Non basta più concentrarsi sulle calorie: ciò che conta davvero è la qualità, la biodisponibilità dei nutrienti e l’interazione con lo stile di vita. Dormire poco, fare scarsa attività fisica o abusare di zuccheri può avere un impatto ben più forte di quanto possa fare un singolo ingrediente.

A questo si aggiunge il fatto che ogni organismo reagisce in maniera diversa. Alcune persone metabolizzano con facilità sostanze considerate critiche, mentre altre mostrano una sensibilità marcata, che le espone a rischi maggiori anche con un consumo moderato. Per questo motivo le linee guida internazionali oggi insistono sul concetto di personalizzazione.

Infine, un aspetto spesso sottovalutato è quello psicologico. La dieta non è solo un insieme di numeri e percentuali, ma anche piacere, convivialità e cultura. Saper integrare correttamente certi alimenti significa non solo nutrirsi in modo adeguato, ma anche vivere meglio il rapporto con la tavola.

Quante volte è davvero consigliato consumare uova?

Per decenni, i manuali di nutrizione hanno raccomandato un consumo ridotto di uova: non oltre 1-2 unità a settimana. La ragione stava nella quantità di colesterolo contenuta nel tuorlo, che raggiunge circa 185 mg per porzione, contro una soglia giornaliera suggerita di 300 mg. Questo limite ha portato molte persone a ridurne drasticamente il consumo.

La letteratura scientifica più recente ha però ridimensionato queste preoccupazioni. Studi prospettici e meta-analisi indicano che per individui sani, privi di patologie metaboliche, consumare fino a un uovo al giorno – circa 28-30 al mese – non aumenta il rischio cardiovascolare. Al contrario, garantisce un apporto di proteine di altissima qualità, vitamine liposolubili (A, D, E), vitamine del gruppo B, ferro, selenio e colina, quest’ultima essenziale per le funzioni cognitive. Ma esistono anche delle eccezioni…

Donna che sguscia uovo
Uova, quanto fanno bene e quantè se ne possono mangiare davvero (Freepik Foto) – www.statodonna.it

Le eccezioni da rispettare

La situazione cambia per chi presenta condizioni cliniche particolari. In caso di ipercolesterolemia familiare, diabete, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari, il consumo deve restare limitato a 1-2 uova a settimana, salvo diversa indicazione medica. In questi casi la sensibilità al colesterolo alimentare è più marcata e ridurre l’introito può risultare protettivo.

Un compromesso utile è rappresentato dall’utilizzo degli albumi, che forniscono proteine quasi pure senza apportare colesterolo né grassi saturi. In questo modo è possibile sfruttare la componente proteica senza gravare sull’apparato cardiovascolare. Ancora una volta, la chiave è la personalizzazione: ciò che è sicuro per un soggetto sano può essere rischioso per chi ha una predisposizione o una patologia già diagnosticata.