Guadagnate 1.000 euro lavorando 12 ore, questo è l’unico lavoro che ve lo consente

Contratto di lavoro (Canva) - statodonna.it
Chi decide di fare questo lavoro può accumulare un’autentica fortuna in pochissimi giorni: ecco dove fare domanda.
Nel mondo del lavoro, il cambiamento è ormai una costante. Con l’avvento delle nuove tecnologie, intelligenza artificiale e digitalizzazione crescente, si sono fatte strada professioni che, fino a pochi anni fa, erano impensabili. Non a caso, proprio oggi i settori tradizionali convivono con figure innovative, e sempre più richieste.
Fra i campi più in crescita, spicca quello digitale: come gli esperti di dati, i sviluppatori di software e gli specialisti in cybersecurity, i quali stanno appunto diventando fondamentali per aziende di ogni dimensione, poiché la trasformazione digitale richiede sempre nuove competenze e continua formazione.
Ma accanto alla tecnologia, si affermano lavori legati alla sostenibilità e all’economia verde, con professioni come l’ingegnere ambientale, l’energy manager, o il consulente per la transizione ecologica, andando così a rispondere a esigenze sempre più urgenti, della società.
Infine, cresce l’attenzione per il benessere e la cura della persona. E figure come coach, consulenti del lavoro agile, e specialisti di salute mentale stanno ridefinendo il concetto stesso di occupazione moderna.
Il fenomeno dei “gettonisti”
Negli ultimi anni, il Sistema Sanitario italiano si è trovato costretto a far largo uso dei cosiddetti “gettonisti”, medici esterni che operano soprattutto nei Pronto Soccorso. Trattandosi di medici veri e propri che lavorano tramite cooperative, o come liberi professionisti, pur ricevendo compensi che possono arrivare anche a mille euro netti per un turno di 12 ore. Un guadagno che fa sicuramente discutere, ed evidenzia la carenza strutturale di personale ospedaliero.
Nello specifico, i gettonisti non son semplici sostituti, poiché in molti casi risultano fondamentali per mantenere attivi interi reparti. E a differenza dei medici assunti stabilmente, e che percepiscono stipendi mensili molto più bassi, i turnisti scelgono questa strada per una maggior autonomia, e per diversificare le proprie esperienze professionali. Addirittura, alcuni hanno uno studio privato, mentre altri lavorano come ricercatori, e trovano nei turni un’integrazione redditizia. Senza, ovviamente, rinunciare alla propria vocazione medica.

Compensi e costi reali
Ma dietro alle cifre apparentemente elevate, bisogna considerare tasse, contributi e assicurazioni professionali, i quali riducono il netto percepito. In ogni caso, per lo Stato il costo rimane molto alto, dal momento che i gettonisti, tramite cooperativa, arrivano a costare circa 100 euro l’ora, con una parte trattenuta dall’intermediario. Motivo per cui, la spesa complessiva per le casse pubbliche continua a crescere, diventando così un peso difficilmente sostenibile.
Tanto che il vero nodo non è proprio la scelta dei professionisti, quanto l’assoluta necessità della loro presenza. E, senza di loro, molti ospedali non riuscirebbero a garantire il servizio d’emergenza. Infatti, secondo quanto riportato anche da money.it, questa pratica emergenziale rischia di trasformarsi esattamente in regola, aggravando le difficoltà del sistema sanitario e impedendo una valorizzazione equa dei medici assunti stabilmente.