Coordinamento docenti, “allestire mostre nelle scuole dedicate a Letizia”
La sollecitazione per ricordare l’opera di una grande fotografa che ha saputo andare oltre la cronaca per essere lo specchio di un mondo
Stato Donna, 15 aprile 2022. “Salutiamo con commozione la fotoreporter palermitana Letizia Battaglia; abbiamo perso il suo sguardo amorevole, ma critico sulla realtà siciliana, sulla storia del nostro passato più recente e torbido, sulla quotidianità aspra del vivere. Era una fotografa istintiva ma “ragionata”; alcuni suoi scatti che l’hanno consegnata alla storia e le hanno permesso di conseguire premi internazionali prestigiosi, soprattutto in un ambito prettamente maschile, secondo quanto racconta la fotografa stessa, sono stati frutto di un colpo di fortuna e non erano intenzionali”.
Addio a Letizia Battaglia, ha raccontato Palermo e la mafia con la fotografia
È il saluto del COORDINAMENTO Nazionale dei docenti della disciplina diritti umani a Letizia Battaglia, che propone di allestire mostre nelle scuole italiane dedicate alla sua storia professionale e umana e di invitare gli studenti a proporre scatti fotografici propri in linea con le caratteristiche artistiche della fotoreporter.
“Con caparbietà e consapevolezza la Battaglia sottolineava quanto il suo obiettivo non si fosse “limitato” alla cronaca nera degli anni di piombo e dell’esplosione del fenomeno mafioso, ma fosse lo specchio di un mondo, caleidoscopico, ricco, magmatico e arcaico come quello siciliano. Le sue immagini hanno lo stigma del dramma, in certi pallori dei volti e torsioni convulse dei corpi; altre volte lo sguardo duro e offeso dei “suoi” bambini rappresenta un’umanità, sofferente, ferita, sospesa tra Caravaggio e Pasolini”.
Dopo la strage di Capaci, Letizia decise di non fotografare più. "Era stanca della violenza e di tutto quel sangue versato sulla sua terra tenacemente amata. Ma la Sicilia e Palermo erano pur sempre il Nord della sua bussola. Tornò dedicarsi ancora una volta alla fotografia ed approfondire tematiche di carattere umanitario e culturale. Pochi fotografi hanno saputo raccontare con tanta verità e bellezza le vicende italiane. #CiaoLetizia”